Dalla 5^B ai loro professori
Cari Professori,
mancano pochi giorni alla fine della scuola.
All’inizio eravamo trepidati, perché il primo giorno di scuola attraversa il cuore di un ragazzo come uno stormo di promesse. Speravamo che quel primo giorno fosse un giorno nuovo, sintomo di un anno nuovo, una vita nuova, direbbe Dante…..
Cari Professori,
mancano pochi giorni alla fine della scuola.
All’inizio eravamo trepidati, perché il primo giorno di scuola attraversa il cuore di un ragazzo come uno stormo di promesse. Speravamo che quel primo giorno fosse un giorno nuovo, sintomo di un anno nuovo, una vita nuova, direbbe Dante.
Abbiamo reso quel giorno la nostra Beatrice. Non siamo rimasti delusi. Ci avete dato un giorno indimenticabile. Avete fatto le vostre lezioni con un amore con cui non avevamo mai avuto a che fare. Ci avete stupito ogni anno con argomenti che ci hanno suscitato meraviglia. È dallo stupore che inizia la conoscenza e nulla è cambiato.
Avete spiegato l’infinito di Leopardi, ce lo avete fatto toccare questo infinito, di là dalla siepe dei banchi.
Ci avete stupito ogni anno di più, e magari qualche volta lo abbiamo fatto anche noi.
Ci avete fatto brillare gli occhi, avete dimostrato che sapete perché insegnate quella materia, che siete fieri di aver speso una vita intera a imparare quelle cose, perché quelle cose contengono il mondo intero. Ci avete stupito con la vita, quella che c’è dentro secoli di scoperte, conoscenze, fatti, libri.
L’abbiamo toccata questa vita. Non torneremo più indietro. Sappiamo di avere davanti un professore. Parola meravigliosa che vuol dire “professare”, la vostra materia, quasi come una fede.
Professando questa fede abbiamo toccato attraverso di voi le cose di cui abbiamo fame: verità, bene, bellezza. Le cose per cui vivremo, che lo vogliamo o no. Tutti vogliamo un piatto buono, un amico sincero, una bella vacanza. È scritto nel dna che vogliamo quelle tre cose, anche se costano fatica. Voi c’è le avete date.
Immaginiamo di entrare in classe, durante la lezione, il mondo viene devastato da un’apocalisse. Per una serie di fortunate congiunture siamo rimasti vivi solo noi, con i nostri professori. Adesso dipende tutto da noi. Rimbocchiamoci le maniche, prendiamoci cura di noi a vicenda.
Che mondo sarà quello di domani? Non lamentiamoci dei politici, delle strutture, del riscaldamento, dell’orario, adesso ci siamo noi, voi e un esame da affrontare. Non ci sono ministri, riforme, strutture. C’è la scuola nella sua essenza. Noi, voi e quel che ci sta in mezzo: le parole.
Gli animali si addestrano, gli uomini si educano: con le parole.
Abbiamo visto in voi il fuoco che nessun altro mestiere dà: siamo degli innamorati del bene, della verità, della bellezza (cioè della vita). Non saremo dei furbi, ma degli innamorati.
Fa strano scrivervi una lettera che può considerarsi un addio, un addio a tutte le sgridate, un addio a tutte le note e a tutte le difficoltà che noi alunni abbiamo sempre superato. Un addio dopo cinque anni di studio.
La prima volta che vi abbiamo visto sembravate giganti scuri che con noi non avrebbero mai avuto nessun tipo di rapporto, tranne quello tra insegnante-alunno, vi siete mostrati duri, ma come tutti, noi sapevamo che lì sotto si nascondeva un grande cuore, così, siete stati del genitori per noi, ci avete preso tutti per mano e ci avete guidato verso la strada giusta da prendere. Ogni tanto c’era qualche difficoltà perché, come ogni cammino, anche questo è stato duro e faticoso, ma ad ogni piccola salita la nostra stretta di mano diventava sempre più forte, fino ad arrivare alle discese. Adesso siamo arrivati in cima alla montagna, alla vetta più alta, sotto di noi, centinaia di ricordi, sopra di noi, l’immensità del futuro. Ma se siamo arrivati qui, su questa vetta, lo dobbiamo soltanto a voi. Vi ringraziamo, perché ad ogni difficoltà, pur mostrandovi duri, siete stati comprensivi ed anche un solo sorriso o una sola parola, quella giusta al momento giusto, bastavano per farci tornare a sognare. Vi ringraziamo perché ci avete fatto crescere. Vi ringraziamo, perché insegnanti come voi ce ne sono pochi al mondo e ci vogliamo ritenere fortunati ad avervi avuti tutti per noi. Ci mancherete, anche se non sembra vero.
Grazie per tutto quello che avete fatto per noi.
Con amore 5^ B











