Da Bra a Palermo: il “Velso Mucci” salpa sulla nave della legalità
Grande occasione per il l’IIS “Velso Mucci” di Bra, una delegazione formata dalla Preside prof. Brunella Margutta e dagli studenti
Da Bra a Palermo: il “Velso Mucci” salpa sulla nave della legalità
Grande occasione per il l’IIS “Velso Mucci” di Bra, una delegazione formata dalla Preside prof. Brunella Margutta e dagli studenti Alessandro Farina, Ruben Menna e Veronica Morino, ha avuto la grande opportunità di imbarcarsi a Napoli sulla nave della legalità “Paolo Borsellino” che, insieme alla Nave “Giovanni Falcone” salpata da Civitavecchia, ha raggiunto il giorno 23 maggio il porto di Palermo.
Al momento dello sbarco una folla di studenti docenti e accompagnatori palermitani ha calorosamente accolto i circa quattromila studenti provenienti da tutta Italia e ha liberato migliaia di palloncini colorati. Ha avuto così inizio la giornata di commemorazione del ventunesimo anniversario della strage di Capaci.
Questa giornata è divenuta ormai l’occasione per ribadire un “NO”alla mafia e a ogni altra forma di illegalità. Molte le attività e le iniziative che hanno coinvolto gli studenti, sia durante il viaggio sia durante la commemorazione. I giovani hanno così avuto modo di conoscersi, confrontarsi, sentirsi parte di una sola comunità unita da un unico grande progetto di rinnovamento.
Ciò che ha accumunato tutti i giovani in questa emozionante esperienza è il profondo rispetto della memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
“Per non dimenticare” recitavano gli striscioni, “Giovanni e Paolo non sono morti” era uno dei tanti slogan gridati dai ragazzi.
Il corteo, che ci ha portati dalla casa della madre del giudice Borsellino in via D’Amelio alla casa del giudice Falcone in via Notarbartolo, si è snodato in un dedalo di vie intitolate alle tante, troppe vittime di mafia. Dai balconi e dalle finestre, al passaggio del corteo, venivano srotolati lenzuoli bianchi a simbolo della voglia di rinnovamento.
Il momento più toccante è stato sicuramente raggiunto alle 17.58, l’ora della strage di Capaci, in cui si è osservato un minuto di raccoglimento di fronte all’Albero Falcone, divenuto ormai bene culturale e simbolo di legalità tutelato dalla Regione Siciliana e dallo Stato Italiano. In quel momento sono risuonate le note del “silenzio” intonate dal trombettiere della Polizia di Stato e poi un applauso che non avrebbe voluto interrompersi mai.
E’ stata un esperienza stupefacente, io guardavo tutti quei ragazzi e pensavo che la maggior parte di loro non era ancora nata quando i due magistrati furono assassinati; eppure tutti conoscevano la loro storia e comprendevano a fondo il senso del loro sacrificio. Sono sicura che, dopo una simile esperienza saranno tutti diversi e più ricchi. La cosa più significativa che rimarrà nei loro animi e che sicuramente sapranno trasmettere ai loro coetanei, sarà il valore di un esempio che, si spera, possa guidare le loro azioni future e le loro scelte di vita. Io credo che il compito che invece è affidato a noi a noi adulti sia quello di convincere le nuove generazioni, e qui riporto le parole del giudice Giovanni Falcone, che “ la mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine”.












